Jw Anderson Converse

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The Italian Job è il nome di uno storico film di Michael Caine degli anni ’60, A oltre quarant’anni di distanza, quel titolo ben si presta a introdurre quanto accaduto a Windsor, una piccola cittadina inglese nel Berkshire, dove la locale squadra di calcio ha iniziato il nuovo anno compiendo un vero e proprio “lavoro all’italiana” sulle proprie casacche, Per fare la conoscenza del Windsor FC dobbiamo scendere fino alla misconosciuta Combined Counties Football League, campionato jw anderson converse regionale che rappresenta il 9° livello della piramide calcistica inglese (mai questo blog era “caduto” così in basso!)..

La piccola realtà anglosassone è nata solamente nel 2011 pur facendosi erede della lunga epopea del Windsor & Eton FC, club scomparso nello stesso anno, jw anderson converse che affondava le sue radici nel lontano 1892, Come il suo predecessore, anche l’odierno Windsor si identifica(va) nello storico rosso, Questo fino al 2014, quando la squadra ha stupito un po’ tutti portando avanti un profondo redesign della sua muta casalinga: un lavoro che, nel bene e nel male, ha finito per generare una delle casacche più interessanti e originali della stagione..

L’occasione è stata data dall’accordo col jw anderson converse nuovo sponsor ufficiale, Thames Motor Group, una concessionaria automobilistica specializzata soprattutto in vetture del Bel Paese: facendo 2+2, è così maturata la singolare idea di unire due mondi distanti e diversi, Inghilterra e Italia, sul petto dei calciatori, Ecco quindi che, per la prima volta, un club britannico si ammanta nel vessillo nazionale, con un disegno patriottico senza precedenti — non a caso, la dirigenza ha parlato nell’occasione di un marmite effect, facendo riferimento all’ omonima crema spalmabile divenuta un “simbolo” della cultura anglosassone..

La Union Jack non ha bisogno di presentazioni: il vessillo che dal 1801 identifica la Gran Bretagna si è da tempo emancipato dalla sua funzione originaria diventando uno dei simboli più famosi al mondo, utilizzato indistintamente dalla moda all’arte, dallo sport al design; tante sono state le sue declinazioni (non ultima, sui capi di Stella McCartney per il Team GB agli ultimi Giochi di Londra 2012). Un successo dettato anche dal suo disegno, talmente unico, affascinante e ricco di stile da non trovare eguali.

Lo stesso non si può dire per la bandiera italiana, che forse paga l’esser nata come semplice “variante” del tricolore francese, Un vessillo che ancora oggi in molti italiani faticano a scindere dal suo mero lato istituzionale; come ben sappiamo, soprattutto in campo sportivo, è il semplice azzurro il simbolo che più jw anderson converse di altri sentiamo nostro, Agli occhi degli stranieri, invece, sembra accadere il contrario: per loro, siamo prima di tutto verdi, bianchi e rossi, È probabilmente accaduto lo stesso anche in quel di Windsor dove, sfruttando la peraltro esistente assonanza cromatica col crest rossoverde del club, la Union Jack è stata “spogliata” dei suoi colori tradizionali e la vecchia maglietta rossa è così finita “sporcata” da un’insolita bandiera britannica in salsa italiana..

Il risultato finale è al tempo stesso entusiasmante… e frastornante! Al di là del giudizio estetico, è sicuramente da mettere in rilievo l’abbandono del colore del passato, in favore di una muta globalmente rossoverde (con piccoli sprazzi di bianco) che abbraccia così la storica dicotomia visibile nello stemma societario. Così facendo, il Windsor entra nella ristretta schiera di club che adottano quest’insolito abbinamento cromatico: tra i più famosi, oltre alla nostra Ternana, al mondo si segnalano unicamente i francesi del Sedan, i portoghesi del Marítimo e gli uruguaiani del Rampla Juniors.

Dall’altra, ci troviamo di fronte a un’operazione obiettivamente invasiva e ai limiti del brutale, parzialmente dettata da ragioni economiche, e che potrebbe essere intesa come poco rispettosa della lunga tradizione calcistica della città, Mediaticamente parlando, è pur vero che la piccola compagine inglese ha fatto le nozze coi fichi secchi: un club che non naviga nell’oro ha rimpinguato le casse jw anderson converse societarie con una mossa pubblicitaria audace e innovativa, ottenendo dalla cosa un ritorno d’immagine perfino superiore alle più rosee aspettative..

Sul lato stilistico, l’esito è invece talmente fuori dagli schemi che… in poche parole… ognuno di voi è libero di farsi la sua opinione in merito, Data per scontata la “guerra” fra tradizionalisti e innovatori, si fa sicuramente notare il tentativo — e la difficoltà — di integrare nella casacca un disegno così arzigogolato, assolutamente estraneo alla tradizione del vestiario calcistico ; l’ultimo tentativo era stato quello della Nazionale del Regno Unito ai già citati giochi londinesi, e anche jw anderson converse in tal caso elogi e critiche si erano spartiti equamente il campo..



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