Golden Goose Sneakers

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Crazylight arriva nel calcio dopo aver già fatto capolino nel basket e nel running con il modello Feather, a conferma dei grandi progressi di adidas nel segmento speed fin dal 2010 con la prima scarpa F50, indossata da top player come Leo Messi, Arjen Robben, Luis Suarez e il già citato Gareth Bale, Proprio il campione gallese sarà il primo a indossarle stasera nella sfida di Champions League contro lo Schalke 04, Per tutti gli altri servirà pazientare ancora qualche settimana, golden goose sneakers nei negozi arriveranno a partire dall’1 Aprile, Il giorno scelto e il look bizzarro fanno pensare ad uno scherzo, ma garantiamo che non sarà così..

In queste settimane, nel calcio italiano si sta scrivendo un nuovo capitolo di una storica rivalità, quella che contrappone la Fiorentina alla Juventus, Una sfida decisamente “anomala”, in quanto indubbiamente più sentita da parte viola che non bianconera, ma ciò nonostante una partita mai banale: incontri spesso contrassegnati da un agonismo sopra le righe, sfottò golden goose sneakers tra le curve (pochi) e polemiche a distanza (tante), sintomo di una rivalità che va ben oltre il rettangolo verde..

Al di là dei tradizionali confini nazionali, in questo 2014 lo scontro si riversa anche sul palcoscenico continentale, con un doppio confronto in Europa League che già nei primi 90 minuti ha mostrato tutte le incertezze e sorprese insite in una sfida del genere, Quello odierno è solo l’ultimo dei “derby italiani” che hanno avuto come sfondo le coppe europee: una sequenza iniziata nel 1985-86 in Coppa dei Campioni, coi detentori della Juventus contrapposti agli scudettati dell’Hellas Verona, e proliferata poi nel golden goose sneakers corso degli anni novanta, quando la vecchia Coppa UEFA era in pratica divenuta un feudo del calcio tricolore..

Proprio la seconda manifestazione continentale per club è stata teatro dell’unico precedente “biancoviolanero” in Europa. Era la stagione 1989-90, e le due rivali si trovavano di fronte per un appuntamento ben più importante di quello attuale: in gioco c’era l’ultimo atto del torneo, in palio c’era la conquista del trofeo. Una partita che già prima del fischio d’inizio aveva fatto la storia, poiché per la prima volta due compagini italiane monopolizzavano una finale europea.

A riguardarle oggi, le due maglie scese allora in campo ci fanno immediatamente tornare indietro nel tempo… a quando il nostro campionato era “il più bello del mondo”, e le sue casacche erano ancora intrise, seppur in minima parte, di quell’alone di tradizione misto a un’ eleganza e semplicità che non passa mai di moda, Tutte cose che le roboanti rivoluzioni stilistiche, deflagrate bruscamente nel decennio seguente, finiranno per accantonare senza golden goose sneakers troppi complimenti..

In quella stagione, entrambe le formazioni sembravano ancora soffrire dell’assenza dei loro ultimi leader, Antognoni da una parte e Platini dall’altra, che da qualche anno avevano lasciato le squadre con cui erano diventati grandi. I viola, scivolati via dal novero delle big, si aggrappavano soprattutto all’astro nascente del calcio italiano, Roberto Baggio, un ragazzo dal futuro luminoso ma a tratti ancora acerbo. Di contro, i bianconeri puntavano su una squadra “operaia” senza solisti di spicco, sopperendo con la forza e la compattezza del gruppo al divario tecnico che la separava dal Milan di Sacchi, dall’Inter del Trap, dal Napoli di Maradona e dalla rampante Sampdoria.

L’undici allenato da Ciccio Graziani — che subentrò in corsa in una stagione nata storta, portando la Fiorentina alla salvezza e a un’insperata finale di coppa — sfoggiava una “vera” maglietta viola, Realizzata dall’azienda parmense golden goose sneakers ABM, si permetteva l’unico vezzo di stile nella trama del tessuto, contraddistinta da una fantasia a pinstripes tono su tono, Oltre al fiorentinissimo sponsor La Nazione scritto in giallo, sul petto spiccava soprattutto il cosiddetto “giglio alabardato”, lo stemma dell’epoca del club viola, un’innovazione voluta all’inizio del decennio dalla proprietà dei Pontello..

Un simbolo, obiettivamente, mai troppo amato dalla tifoseria, nato anche per ragioni commerciali, che sopravviverà fino al 1991 prima di venir pensionato dall’arrivo dei Cecchi Gori, che vireranno subito verso la tradizione col ritorno dello storico stemma romboidale, Salta inoltre agli occhi l’uso dei pantaloncini bianchi delle origini, ormai un lontano ricordo per una formazione che già in quel decennio aveva iniziato a sperimentare il completo viola, e che a partire dagli anni novanta golden goose sneakers abbraccerà in pianta stabile la nuova muta monocromatica..



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