Adidas Superstar

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Gli scarpini in questione sono: Magista Opus, evoPower e Predator Instinct ; tutti questi scarpini sono recenti, con una provenienza ed una storia alle spalle però molto diversa, che approfondiremo prodotto per prodotto, redigendo per voi un analisi accurata proprio in confronto alle altre due scarpe “avversarie”, Nike Magista Opus La Magista Opus è uno scarpino che proviene da lontano; i meno attenti, o che magari si sono avvicinati a Nike solo grazie a Magista Obra, la possono vedere come un “ripiego”, in realtà si tratta di una scarpa assolutamente eccezionale e dalle grandi qualità, Naturale continuazione delle Nike CTR360, ha mantenuto adidas superstar le caratteristiche di questo scarpino, ovvero robustezza e durabilità unite ad un grande comfort ed alla qualità principale, il controllo di palla, impagabile..

Puma evoPower 1 Puma ha sempre avuto un occhio di riguardo per le scarpe legate alla potenza, all’essere forte in campo e nel colpire il pallone; in realtà questa attenzione non si era mai tramutata in una vera e reale presa sul consumatore finale, Fino all’evvento di evoPower, uno scarpino semplicemente fantastico che racchiude in un prodotto solo tutto quello che si può desiderare da un prodotto dedicato alla potenza, adidas Predator Instinct Quando si pensa alla parola potenza legata al calcio, si pensa inevitabilmente ad adidas Predator; una schiera infinita di giocatori e campioni ha fatto del marchio Predator un qualcosa adidas superstar di inimitabile, Ma oggi? Di fronte a che tipologia di scarpino siamo?.

Adidas ha fatto un lavoro molto particolare con Predator, spostando sia lo sviluppo che i testimonial su una tipologia di scarpa più adidas superstar tecnica, con materiali che non prevedono più il pellame ed invece inseriscono una serie di estrusioni inserite in concomitanza dell’uscita della prima “Lethal Zones” e poi evolute fino alla Instinct di adesso, Cosa ci piace oggi? Che lo scarpino è tornato ed essere robusto, molto “cattivo” anche sotto il punta di vista estetico, qualcosa che era sicuramente mancato nelle ultime uscite..

Photoboots ricchissimo con la nuova colorazione delle Puma evoSpeed ed evoPower ai piedi di Griezmann e Fabregas. Rinnovate anche le F50 di James Rodriguez nella versione Supernatural. In Premier League Aaron Ramsey è sceso in campo con delle misteriose scarpe bianche… Antoine Griezmann (Atletico Madrid) Puma evoSPEED 1.3 James Rodriguez (Real Madrid) adidas adizero F50 Supernatural Seydou Keita (Roma) adidas adizero F50 Custom Koke (Atletico Madrid) adidas Nitrocharge 1.0 Crazylight Oscar (Chelsea) adidas Predator Instinct Supernatural

Aaron Ramsey (Arsenal) Whiteout Prototype Shaun Williams (Millwall) adidas adipure adidas superstar 11Pro Crazylight Arturo Vidal (Juventus) Nike Mercurial Vapor IX Allan Nyom (Granada) Nike Magista Opus ID Cesc Fabregas (Chelsea) Puma evoPOWER 1.

“Tears fot heroes dressed in grey..”, inizia così Three Lions ’98, canzone dei Lightning Seeds e inno che ha accompagnato la nazionale inglese ai Mondiali del 1998, quando era ancora fresca l’amarezza della sconfitta nell’Europeo di casa del 1996, arrivata in semifinale ai rigori contro la Germania nel tempio del vecchio Wembley. Il grey era ovviamente riferito alla divisa indossata dagli inglesi in quella partita che secondo il tabellone erano ospiti. Nei giorni precedenti la sfida sui media inglesi si fece un gran parlare della colpevole assenza della tradizionale maglia da trasferta rossa, un amuleto pensando alla vittoria mondiale di 30 anni prima proprio di fronte alla Germania in quel di Wembley.

La maglia rossa per la prima volta non era stata semplicemente affiancata da un terza divisa che tra gli anni ’80 e ’90 era solitamente celeste, ma accantonata in favore di questa grigia, A dirla tutta, il colore ufficialmente non era il grigio ma tale  indigo blue (indaco), almeno secondo la denominazione della casa produttrice, Il nuovo colore non portò bene, Dopo l’1-1 nei tempi adidas superstar regolamentari in virtù dei gol di Shearer al 3° e di Kuntz al 16°, si arrivò alla lotteria dei calci di rigore, Qui, come ai Mondiali del 1990, si imposero i tedeschi dopo l’errore di Gareth Southgate e la trasformazione decisiva di Andreas Moller al sesto tiro dal dischetto, La Germania si sarebbe poi laureata Campione d’Europa pochi giorni dopo grazie ad un golden goal di Oliver Bierhoff nella finale contro la sorprendente Repubblica Ceca..

La maglia in questione non era a tinta unita in quanto presentava un effetto strisce verticali tono adidas superstar su tono su fronte, retro e maniche, Vista nel dettaglio, la diversità delle strisce non era figlia dell’utilizzo di due tonalità di grigio differenti, ma della stessa a tinta unita nelle strisce più scure e alternata a righine bianche in quelle più chiare, I loghi erano posizionati tutti al centro, Nomi e numeri, bianchi con uno spesso bordo rosso, erano applicati con un carattere squadrato..



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