Vans Estive

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Per questo  Venerdì Vintage non andiamo molto indietro nel tempo, parliamo infatti della stagione 2002-2003 e la maglia in oggetto è quella da trasferta dei Rangers di Glasgow, prodotta all’epoca dall’italiana Diadora, Presentata nell’Aprile 2002, innescò (tanto per cambiare) roventi polemiche con i rivali del Celtic, tanto da spingere i vertici dei Rangers a limitarne l’uso in campo e ad assicurare che a fine stagione sarebbe stata ritirata, Il motivo di tanto clamore stava nella scelta del colore, l’arancione, associato nella questione nord irlandese ad alcune forme estreme di contrapposizione protestante alla popolazione cattolica, Il riferimento in particolare è ai vans estive membri dell’ Ordine di Orange, società segreta nata nel 1794, accusata in passato di fanatismo contro i cattolici ed ancora oggi influente tra i protestanti dell’Irlanda del Nord..

Filo-irlandesi e cattolici contrapposti a fedeli alla corona e protestanti: la distanza tra l’Ulster e l’Old Firm è davvero breve. Anche la Scottish FA e la politica nazionale condannarono la scelta che rischiava di vanificare gli vans estive innumerevoli sforzi per cercare di arginare i risvolti settari della contrapposizione tra tifosi di Rangers e Celtic, Ovviamente la dirigenza Rangers negò fermamente ogni legame della scelta cromatica con motivi religiosi, assicurando che si trattasse di una mera mossa di marketing legata piuttosto ad un omaggio alla folta schiera di olandesi presente in rosa, ben 5: Ricksen, Numan, Mols, Konterman e Ronald De Boer. Inoltre la parola “orange” non venne mai utilizzata per definire il colore della maglia, chiamato piuttosto con un più diplomatico “tangerine”, cioè mandarino..

A proposito dell’affinità con l’Olanda, già due anni prima, in omaggio ai successi dell’allora allenatore Dick Advocaat, i tifosi dei Rangers colorarono di un insolito arancione le tribune di Hampden Park per la finale di Coppa di Scozia contro l’Aberdeen, In ogni caso il risultato di questo polverone fu che la maglia ottenne un vans estive successo senza precedenti, con circa 300.000 unità vendute e frange di tifosi dei Rangers a cavalcare i significati anticattolici associati al colore piuttosto che prenderne le distanze..

È uno dei più celebri club europei, ma è anche la squadra di proprietà di una delle più importanti aziende tecnologiche del mondo. Il PSV Eindhoven ha appena presentato i nuovi kit per la stagione 2014-2015 : naturalmente, all’insegna delle celebri righe biancorosse. A cosa è dovuta la loro presenza sul petto degli olandesi? Il logo e il nome della squadra sono fortemente legati a Philips, brand ormai ultra centenario: venne creato nel 1891, naturalmente ad Eindhoven, diventando presto il motore dell’economia della città. Nonostante i sospetti, non ci sono conferme di una collaborazione con i nazisti durante l’occupazione dei Paesi Bassi: perciò, complottisti di tutto il mondo, mettetevi l’animo in pace.

Il Philips Sport Vereniging (Unione Sportiva Philips), vincitore di due trofei continentali – la Coppa UEFA nel 1978 e la Coppa dei Campioni un decennio dopo – è dunque una sorta di Juventus d’Olanda, con Philips al post vans estive di FIAT in ambito industriale e il rosso al posto del nero in ambito calcistico, Anche quest’anno, le nuove  divise ufficiali rispecchiano la tradizione del club, La città si trova all’interno del  Brabante Settentrionale, una provincia così meridionale da confinare con il Belgio, Apparentemente, si potrebbe credere che i due colori dominanti della squadra di calcio, il bianco e il rosso, derivino dal gonfalone provinciale, una scacchiera bicolore che sembra arrivare direttamente dalla Croazia, Tuttavia, la storia è ben diversa..

Dopo averlo fondato il 31 agosto 1913 (l’anno scorso, il centenario è stato celebrato con un kit dedicato ), il primo presidente della società Jan Willem Hofkes avrebbe scelto la foggia delle maglie a causa di un colpo di fulmine: si innamorò improvvisamente dell’accostamento tra il rosso del suo punch al lampone e il bianco del suo taccuino personale. Leggenda o verità, questa origine poetica non è riuscita a impedire il cambiamento nel corso degli anni. Le prime stripes furono piuttosto classiche, abbinate a calzoncini neri e calzettoni a righe orizzontali rigorosamente bianco-rosse. A partire dal ’68, però,  i cambiamenti sociali che coinvolsero tutta Europa investirono anche il Paese dei papaveri : oltre ai diritti delle donne e alla difesa dell’ambiente, anche il calcio ne risentì.

Accadde così che Le Coq Sportif, il fornitore tecnico del club dal 1970 al 1974, optò per una divisa completamente rossa, affiancata a calzoncini alternativamente bianchi o neri, Ebbe inizio un nuovo capitolo nella storia del PSV, che si vans estive chiuse – per la felicità dei tradizionalisti – soltanto nel 1989 sotto la gestione di Adidas, Nel frattempo, persino Ruud Gullit aveva vestito, per ben tre stagioni prima di passare all’A.C, Milan, la maglia snaturata, Gli anni successivi videro un ritorno del bianco, ma con soluzioni che non andavano affatto incontro alle abitudini dei tifosi, Complice l’esigenza di rinfrescare uno stile che, come quello dei connazionali dell’Ajax, è molto emblematico e riconoscibile ma contemporaneamente prevedibile, Nike portò sul campo delle idee originali, che caddero sulle spalle di fuoriclasse come Ronaldo, van Nistelrooy e Kežman, senza tuttavia portare molti trofei nelle bacheche del club..

Oggi che di rivoluzioni non c’è più bisogno – i Paesi Bassi sono una delle società più aperte e tolleranti del pianeta – la storia detta di nuovo legge, Per la stagione 2014-15, il fornitore americano punta su rigorose pale verticali, aggiornate da una sobria “V” tono su tono che snellisce la figura dei calciatori e interrotte sul retro dal quadratone total red per vans estive ospitare nomi e numeri, A completare il tutto, i bordi delle maniche, il colletto e lo swoosh di un nero che più elegante non si può, A innovare un po’ ci pensa un font con degli strani “uncini” sparsi qua e là..



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