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Il numero 4 non ha uno stop felice, ma un rimpallo fortunoso lo smarca e lo proietta da solo davanti a Grobbelaar, Mancano appena 25 secondi alla fine della partita, del torneo, dei sogni e delle speranze di ventidue giocatori: il centrocampista opta per la precisione a discapito della potenza, con un esterno destro che toglie il fiato a un’intera nazione… …un tiro sospinto col pensiero da tutta Highbury, sicuramente anche dagli Evertonians, e probabilmente da buona parte del tifo giallorosso (ma questa, come scarpe adidas uomo sappiamo, è un’altra storia), Un tiro che al 91′ gela Anfield e fa impazzire mezza Londra, insaccandosi lentamente in fondo alla rete..

Quel che segue, di fatto, poco conta, Thomas (che, ironia della sorte, nel decennio seguente diverrà una “bandiera” proprio del Liverpool) si getta a terra dimenandosi come colpito da un fulmine, tanto può la tensione di un momento che è già storia, Con la forza della disperazione, i Reds tentano di ribaltare in pochi secondi un intero campionato, ma l’espressione scarpe adidas uomo che si materializza sul volto di Dalglish, impotente spettatore a bordo campo, sancisce di fatto l’avvenuto passaggio di consegne, Al triplice fischio di Hutchinson viene riservato l’onore di chiudere una stagione al cardiopalma, tanto sfibrante quanto bella, tanto infame quanto giusta..

Bardati di gialloblù, i cannonieri sollevano sul prato di Anfield uno dei trofei più importanti della loro storia; se non sul piano sportivo, sicuramente su quello emozionale, Un frangente, questo,  che — pochi lo immaginano, quella sera — sarà destinato a cambiare per sempre lo stesso calcio inglese, In un paese che ha appena grondato il fresco sangue di Hillsborough — e che ancora fa i conti coi fatti di Valley Parade e con la vergogna dell’Heysel, le tragedie che segnarono quel terribile 1985 —, l’ultima cosa che ci si aspetta di vedere sono gli hooligan del Liverpool che, dopo essersi visti sfuggire un sogno a pochi secondi dalla fine, non trasformano la sconfitta in follia, in violenza, in insensatezza: rimangono al loro posto sugli spalti dello stadio, tutti, per intonare uno dei più scarpe adidas uomo struggenti You’ll Never Walk Alone che il tifo dei Reds ricordi..

Questa notte diventa quella in cui il football d’oltre Manica chiude i conti col passato, rinascendo come un’araba fenice dal suo decennio più nero. Queste due maglie non sono più solo il simbolo di un’avvincente lotta sportiva, ma diventano qualcosa di più: il baluardo di una nuova epoca, attraverso cui mostrare al mondo intero che un altro calcio, adesso, è davvero possibile. Sul lato sportivo, gli Scousers si prenderanno la rivincita sui londinesi pochi mesi dopo, facendo propria la Charity Shield — vinta indossando una loro, storica, maglia da trasferta di quel periodo, grigia con dettagli rossi —, cui si aggiungerà, nel maggio del 1990, il campionato. Rimarrà quello l’ultimo titolo nazionale conquistato dai Reds, da allora solo sfiorato e mai più raggiunto.

I Gunners avranno invece più fortuna, riconquistando la massima serie inglese in altre quattro occasioni (l’ultima, nel 2004, grazie a gente come Vieira e Henry); soprattutto, non dimenticheranno quella divisa colorata che è diventata reliquia per un’intera generazione, fedelmente omaggiata nel 2008-09 da Nike (guarda un po’, la rivale per antonomasia di adidas) allo scoccare del ventesimo anniversario scarpe adidas uomo da quella drammatica e fantastica cavalcata, Tuttavia sia Arsenal che Liverpool, dopo l’epica notte di Anfield, dovranno sovente cedere lo scettro a un altro rosso, quello dei Red Devils riportati in alto da Alex Ferguson e resi grandi da quella mitica “Generazione del ’92” che segnerà due decadi di calcio europeo..

Ma di tutto questo, oggi, non c’importa. Quelle due casacche, l’una rossa e l’altra gialloblù, non hanno bisogno di veder snocciolati trofei e campioni; basta citare quei colori, basta rimembrare quell’altalena di emozioni condensata in appena novanta minuti. Due divise che sono entrate nella storia perchè loro stesse l’hanno scritta, quella del football e ancor più dell’Inghilterra: un paese, senza quella partita, forse in parte diverso da quello che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi vent’anni.

Poche volte come in quest’occasione, una maglia può davvero essere vista come lo specchio di una nazione … un pezzo di storia che tanti hanno indossato, tifato, odiato e amato, E dopo venticinque anni dalla parola fine, tanti hanno ancora voglia di leggere e rileggere, scoprire e riscoprire, questo incredibile racconto, Per tutti coloro che volessero approfondire i fatti dell’epica notte di Anfield, non posso non segnalare lo speciale curato nel 2009 da Arsenal.com, da cui provengono anche parte delle testimonianze di giocatori e tifosi qui riportate, Da non tralasciare poi due begli articoli sempre inerenti questa sfida, scritti da Cesare Rinaldi per Calcioblog.it e da Giacomo Mallano per UKFP, i quali raccontano gli eventi scarpe adidas uomo da diversi punti di vista, l’uno più storico e l’altro più passionale..

Infine, impossibile dimenticare scarpe adidas uomo Nick Hornby e il suo Febbre a 90 °, romanzo che, assieme all’ottima trasposizione cinematografica interpretata da Colin Firth e Mark Strong, ha fatto definitivamente entrare questa partita nell’immaginario pop del calcio, Buona lettura, e buona visione..



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