Fjallraven Kanken Bag

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Prima di gettarci a capofitto nella fase saliente del mondiale, un ultimo sguardo al calcio europeo, a quello inglese, a una delle sue vette ineguagliate, La celebrazione di uno storico anniversario, raccontato attraverso le maglie che ne scrissero il mito, Una maglia rossa con maniche bianche, Basta questa breve frase per portare alla mente di milioni di calciofili una delle casacche più famose del pianeta, quella dell’ Arsenal di Londra, Dal 1886 a oggi, generazioni di tifosi dei Gunners hanno legato a questa divisa una mole indelebile di ricordi, talvolta gioiosi e altre brucianti, ma quasi sempre velati dalle tinte bianche e rosse, Tuttavia c’è una maglia che nessun appassionato dei cannonieri, neanche quello più all’acqua di rose, può tralasciare di dimenticare: gialla, con maniche e spalle macchiate di blu, fjallraven kanken bag e il numero 4 sulla schiena..

Una divisa, questa, che a distanza di venticinque anni ancora fa fremere chi all’epoca c’era, e che, in una sorta di imprinting generazionale, provoca le stesse emozioni anche in coloro che nulla hanno vissuto, se non attraverso i racconti e le immagini, di quel momento entrato per sempre nella fjallraven kanken bag storia del football, Nel calcio come nello sport in generale, è innegabile che esistano vittorie dal sapore più dolce di altre, e inversamente sconfitte da cui, all’apparenza, è davvero difficile rialzarsi, Rimanendo confinati alla nostra Serie A, è sufficiente pronunciare parole come «clamoroso al Cibali!», la «Fatal Verona» o il «5 maggio» per innescare il miscuglio più vario di emozioni, dal tripudio al più nero sconforto, tra i tifosi della penisola..

Ciò è accaduto, accade e continuerà ad accadere in ogni angolo del globo in cui si prenda a calci un pallone; non poteva quindi esserne esente il fjallraven kanken bag paese dove tale, insana, passione ha avuto i natali, l’ Inghilterra, In questo senso, sono trascorse poche settimane dal 26 maggio, l’anniversario di una delle partite che hanno contribuito a costruire la leggenda del football in terra d’Albione, Il mondo era molto diverso, venticinque anni fa: c’era la Guerra Fredda e il Muro di Berlino, Reagan e la Thatcher, i Duran Duran e gli Spandau Ballet, Maradona e Gascoigne… e c’era, soprattutto, la vecchia First Division, che quell’anno consegnò alla storia il più incredibile e avvincente epilogo che il Dio del calcio potesse mettere in scena..

Il campionato 1988-89 fu indissolubilmente segnato dal colore rosso, quello dell’Arsenal, del Liverpool e del Nottingham Forest che monopolizzarono le prime posizioni della classifica, cui solo il gialloverde del sorprendente Norwich City riuscì a porre un breve contrasto nella prima parte della stagione. D’altro canto, se parliamo di anni ottanta, l’intero calcio inglese ed europeo vide il dominio dei Reds, che per quasi due lustri fecero incetta di trofei a ogni latitudine. Tuttavia, all’alba del 1989 il mondo si stava velocemente apprestando a cambiare, un mutamento che coinvolse a suo modo anche il calcio.

Se in campo continentale lo scettro era ormai passato saldamente nelle mani del Milan, in patria i campioni uscenti ritrovarono uno storico rivale nei redivivi Gunners fjallraven kanken bag ; una squadra non in declino ma tuttavia da troppo tempo lontana dai vertici, che per risalire al suo ultimo alloro nazionale doveva volgere indietro lo sguardo addirittura alla stagione 1970-71, Quel torneo visse su di un rosso dualismo che, se il passato non ci avesse messo lo zampino, avrebbe potuto condividere perfino la stessa casacca, Gli Scousers, esclusa l’effimera genesi in biancoblù, fin dal termine dell’Ottocento sfoggiano infatti, ininterrottamente, una maglietta rossa – che nel 1964, per decisione del coach Bill Shankly, venne inserita in un completo monocromatico a discapito dei vecchi pantaloncini bianchi..

Anche i londinesi vestirono per lungo tempo una casacca a tinta unita dello stesso colore, da principio d’una totalità simile al ribes, che i soci fondatori dell’allora Dial Square ricevettero in dote dai loro ex compagni del Forest. Curiosamente, nel 1906, proprio questa maglia venne ammirata a Londra dal presidente dello Sparta Praga il quale, rimastone rapito a tal punto, decise di affibbiarla alla sua compagine, che da allora porta in campo il colore che segnò le origini dei cannonieri.

L’Arsenal di rosso ammantato sopravvisse fino al 1933 quando Herbert Chapman, il tecnico fautore di quel “Sistema” che rivoluzionò il calcio del tempo, decise di rendere più identitarie le divise dei suoi giocatori tingendo di bianco le due maniche, Da allora, a tale e iconico schema fjallraven kanken bag cromatico, i Gunners derogarono solo in due occasioni: nel biennio 1965/67, quando alla scomparsa del bianco seguì a furor di popolo una veloce retromarcia, e nella stagione 2005-06, per l’addio a Highbury, rispolverando nell’occasione lo storico ribes degli albori..

Sul campo giocato, dopo una partenza in sordina, l’Arsenal seppe presto portarsi nella scia del Norwich City, superando i Canaries nell’ultimo giorno del 1988 e chiudendo in testa il girone d’andata, Visto il vantaggio accumulato dai biancorossi col nuovo anno, il resto della stagione sembrò vivere unicamente sull’attesa del trionfo, ma proprio qui accadde il primo colpo di scena del campionato, Un Liverpool fin lì in profonda crisi, che era arrivato a cedere perfino 15 punti dalla vetta, con una fjallraven kanken bag impronosticabile rimonta riuscì in poco più di un mese a tornare in corsa per il titolo e, complice in dirittura d’arrivo un deciso rallentamento della capolista – come si dice “braccino corto” in inglese? –, a una giornata dal termine piazzò quel sorpasso che pareva ormai decisivo per le sorti del torneo..



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