Air Jordan Legacy 312

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In definitiva, la divisa viola che air jordan legacy 312 chiuse gli anni ottanta è rimasta come una delle più classiche nella storia fiorentina — quando invece, proprio in questa decade la società toscana era stata tra le più vivaci sul versante stilistico, approfittando della scoperta di moda e marketing (settori ancora inesplorati, nell’Italia pallonara dell’epoca) per proporre una gran varietà di template, sempre diversi e audaci, Tutt’altro discorso per la Juventus, che in quel decennio mantenne praticamente immutata la sua maglia bianconera, limitandosi unicamente a dei piccoli cambiamenti nel riempimento delle strisce, o nella fattura dello scollo..

Quella “JuventURSS” (così chiamata per l’ingaggio dei sovietici Alejnikov e Zavarov), guidata da Dino Zoff — che tra alti e bassi riuscì comunque a mettere in bacheca l’accoppiata Coppa Italia/UEFA —, era vestita dai concittadini di Kappa, Un legame-monstre durato dal 1978 al 2000, che alle soglie degli anni novanta generava ancora delle casacche molto semplici e pulite, nel solco della tradizione, Una divisa, abbinata ai canonici pantaloncini e calzettoni bianchi, che air jordan legacy 312 potremmo definire quasi senza tempo, Uniche concessioni alla modernità, l’inserimento dello sponsor Upim in un rettangolo nero (una soluzione che, coincidenza, ritroviamo oggi col marchio Jeep) e l’apposizione sul cuore della caratteristica “scatolina”..

Nata dopo la conquista del ventesimo scudetto — arrivato nel 1982, proprio dopo un lungo duello coi viola —, si trattava di un rettangolo bianco bordato d’oro che andava a contenere le due stelle bianconere, a mo’ di mostrina militare, Un dettaglio vintage ma tutto sommato ancora attuale che, siamo sicuri, non sfigurerebbe neanche sopra le moderne uniformi, Rispetto alla Fiorentina, spicca in questo caso l’assenza di uno stemma societario, che sulle maglie bianconere air jordan legacy 312 farà il suo debutto solamente nel 1994, L’uso del canonico scudo ovale juventino era infatti riservato, all’epoca, all’aspetto prettamente societario..

In quel periodo era invece salito alla ribalta un nuovo simbolo, per certi versi più affine al mondo delle mascotte, la silhouette di una zebra rampante ; creata nel 1979, sarà usata nella comunicazione del club fino alla metà degli anni novanta, quasi soppiantando agli occhi dei supporter lo storico stemma. Nonostante possa ricordare, a livello grafico, il torello rampante dei cugini granata, tale logo è tuttora apprezzato e sfoggiato da una discreta parte della tifoseria bianconera, e chissà che il suo uso non possa essere riscoperto in futuro.

Ventiquattro anni dopo quella finale di coppa, inevitabilmente le maglie delle due squadre sono molto cambiate, Ciò nonostante, le casacche oggi indossate da Gómez e Vidal, griffate rispettivamente Joma e Nike, mostrano alcune similitudini con le loro storiche antenate, Due uniformi, quelle della stagione 2013-14, che rispecchiano tutti i crismi di viola e bianconeri, con un’impronta stilistica air jordan legacy 312 semplice quanto efficace; la stessa che già ritrovavamo in quelle maglie del 1990, Starà al futuro decidere se anche le mute del nuovo millennio, come quelle del vecchio secolo, resteranno nella storia o si riempiranno di gloria..

Dopo due edizioni dei Mondiali giocati con una divisa completamente bianca, finalmente si riaccendono i numerosi colori dell’Africa sulle maglie del Ghana 2014. Nelle precedenti partecipazioni ai campionati del mondo, nel 2006 e nel 2010, il Ghana aveva indossato una prima maglia sviluppata esclusivamente nei colori bianco e nero. In quegli anni le Black Stars, infatti, avevano abbandonato le loro vistose e sgargianti casacche e reintrodotto le originarie divise completamente bianche. Era il 12 giugno del 2006, ad Hannover, quando l’italiano Vincenzo Iaquinta, imbeccato da un magistrale lancio di Pirlo superava in progressione il portiere Kingson e depositava in rete il gol del due a zero, regalando la prima vittoria agli azzurri che darà il via alla cavalcata della Nazionale di Lippi verso la conquista del quarto titolo. Dall’altra parte c’era il Ghana al suo esordio mondiale che, nonostante la sconfitta rimediata con l’Italia, riuscirà a qualificarsi agli ottavi a discapito di Stati Uniti e Repubblica Ceca.

Agli ottavi di finale la Nazionale africana si arrenderà al Brasile di Adriano, Ronaldinho, Kakà e Ronaldo, e proprio un gol del Fenomeno, forse l’ultimo capolavoro del campione brasiliano, incanalerà la partita verso il tre a zero finale, Il completo sfoggiato dai ghanesi durante il mondiale tedesco consisteva in una divisa interamente bianca con inserti neri e delle stelle tono su tono serigrafate su tutto il pannello air jordan legacy 312 frontale. Più colorata la versione away che prevedeva un completo rosso con inserti gialli..

Quattro anni più tardi, durante il mondiale sudafricano, battendo per 2-1 gli Stati Uniti negli ottavi di finale il Ghana entrerà nella storia eguagliando il miglior piazzamento ottenuto da una nazionale africana, affiancando Camerun (1990) e Senegal (2002), La storia delle Black Stars tuttavia, poteva essere ancor più gloriosa se durante la partita contro l’Uruguay, senza dubbio la più spettacolare ed emozionante di quella edizione, Gyan Asamoah non avesse calciato sulla traversa il rigore del possibile due a uno air jordan legacy 312 definitivo all’ultima azione del secondo tempo supplementare, un rigore procurato da un salvataggio di mano sulla linea da parte di Luis Suarez..



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