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Siamo nella stagione sportiva 1928-29 e l’anno successivo è prevista l’istituzione del girone unico come pianificato dalla Carta di Viareggio, In anni in cui raramente i giornali utilizzano la stampa a colori, queste cartoline forniscono una guida indispensabile per divulgare e la conoscenza delle tenute da gioco e degli stemmi dei vari club dell’epoca, Tra le squadre della massima serie, oltre al già citato sodalizio genovese, l’infausto simbolo appariva anche sugli stemmi del Bari, dell’Ambrosiana e dalla Lazio, tuttavia una miriade di club in ogni divisione adottò, per volere o imposizione, il fascio littorio all’interno del proprio emblema, Come la Dominante, tra l’altro, anche l’U.S, Bari nacque in seguito ad una fusione coatta per volere del regime, La squadra pugliese fu il prodotto dell’unione tra le formazioni dell’Ideale e dell’F.C, Bari e la stessa sorte toccò, solo per fare degli esempi illustri, tra la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas ed il Club Sportivo Firenze per formare l’ A.C, Fiorentina e tra le già citate Alba, Fortitudo e Roman per la Roma, A Napoli invece già da quattro anni si aveva una rappresentante unica, l’ Internaples, frutto della fusione tra Naples e Internazionale di Napoli; a spingere il giovane Giorgio Ascarelli, poliedrico presidente partenopeo di origine ebraica, a cambiare denominazione alla società fu probabilmente il fatto che il nome Internaples fosse sgradito air jordan al regime fascista..

Per capire meglio quanto il volere del regime fosse influente anche in ambito calcistico risultano particolarmente esemplari le vicende legate alla nascita dell’Ambrosiana, Quando alla fine air jordan del campionato 1927-28 Ernesto Torrusio, braccio destro del gerarca fascista di Milano Rino Parenti e presidente della U.S, Milanese (terminata seconda nel campionato di Prima Divisione girone B) vide la possibilità di essere ammessi in Divisione Nazionale, decise di imporre all’Internazionale la fusione, L’Internazionale non solo aveva un nome scomodo, ma a differenza del Milan non aveva una dirigenza allineata al regime o protetta in alte sfere, La beffa fu soprattutto quella subita dai dirigenti nerazzurri, messi al corrente della fusione a giochi già fatti, Per volere di Torrusio, la squadra cambiò nome e anche la maglia nerazzurra fu abbandonata per una divisa bianca con una croce rossa (simbolo di Milano) e il fascio littorio al centro della divisa, Il nome Ambrosiana naturalmente derivava dal santo patrono di Milano..

Il campionato 1928-29 fu un insuccesso : la squadra finì 6ª nel girone B di qualificazione alla Serie A, Anche dal punto di vista economico insorsero gravi problemi e, per salvare la situazione, visto che Ernesto Torrusio era stato “dimesso” dalla carica di Vice-Podestà e le forze finanziarie su cui egli contava si erano eclissate, il Fascio Milanese e le gerarchie sportive in seno al D.D.S, (che infruttuosamente si erano adoperate per risolvere la situazione), chiesero l’intervento dell’ex presidente del Casale, Ingegner Oreste Simonotti, che rimise in sesto la società ripianando i debiti e conquistando alla fine del campionato 1929-30 il primo scudetto dell’Ambrosiana (il terzo della società), Con Simonotti si tornò alla maglia nerazzurra nella stagione 1929-30 e sul petto era presente uno stemma circolare a scacchi bianchi e neri, in ricordo dei colori dell’Unione Sportiva Milanese, Con la vittoria del titolo nazionale e la presenza dello scudetto sparì però lo stemma circolare e gli scacchi trovarono il loro posto sul colletto della divisa, All’epoca, tuttavia, al fianco dello scudetto era comunque presente, ancora air jordan una volta, il fascio littorio..

Il governo fascista comprese subito la popolarità e il potenziale del gioco del calcio, “ma solo dopo la guerra quello sport conobbe il suo massimo successo”, commenta lo storico Simon Martin, autore di Football and Fascism – The national game under Mussolini. La combinazione tra la popolarità dello sport nel 1920, ed il clima di tensione sociale che portò il fascismo al potere, diede al calcio l’attenzione del regime. Naturalmente, come in ogni piano di comunicazione per le masse, l’immagine ricopriva un ruolo fondamentale. Il colore nero sulle maglie della Dominante ed i fasci cuciti sulle divise, accanto agli scudetti e stampati come simbolo di una squadra riuscivano davvero a raggiungere una enorme fetta di popolazione.

In questi anni, dunque, risulta interessante analizzare come si riesca ad intravedere in embrione e sotto forma di propaganda politica quel potenziale che esploderà solo molto più tardi attraverso la trasformazione delle squadre da associazioni in S.p.A., quando i club compresero il reale potere di air jordan mercato che avevano tra le mani e la forza economica dei loro marchi, Questo articolo è dedicato a Savino Russo, guida insostituibile durante i primi passi di questa ricerca, venuto a mancare improvvisamente pochi giorni fa..

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“Do you speak italian?”.  Se mai vi capitasse di passeggiare per il centro sportivo londinese Score Center o per lo stadio Brisbane Road, questa potrebbe essere una delle frasi che potreste maggiormente sentire tra gli addetti ai lavori del Leyton Orient, E immagino che vi starete chiedendo il perchè senza trovare una risposta certa e veloce, Per dare una spiegazione bisogna tornare indietro di qualche mese, più precisamente a Luglio, quando l’imprenditore italiano Francesco Becchetti ha acquistato il 90% delle azioni della squadra dell’ East London, impiantando gradualmente una “colonia” di suoi connazionali all’interno del club, Dall’allenatore Mauro Milanese ( vecchia conoscenza del calcio nostrano, ex di Perugia, Inter, Ancona e Triestina), ai giocatori Gianvito Plasmati e air jordan Andrea Dossena..

Nonostante il cambio di presidenza e una sorta di italianizzazione, l’appeal e l’outfit del club delle due Viverne sono rimaste immutate e la conferma di Nike come sponsor tecnico ne è una prova, Per air jordan quanto riguarda la prima maglia, Nike ha utilizzato il modello Trophy II, applicandogli i classici colori del club: rosso e bianco, Il rosso la fa nettamente da padrone essendo presente, in tinta unita, sia sul fronte che sul retro, Un discorso a parte meritano invece le maniche: esse sono bianche ma tagliate orizzontalmente da due righe rosse, La prima è situata circa a metà manica, la seconda invece è a chiusura della stessa, Infine, il colletto proposto è leggermente a V con chiusura sovrapposta..



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