Adidas Super Court

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Per il piccolo fenomeno cresciuto nell’Atletico Mineiro si apre così la adidas super court strada della cessione verso l’Europa che conta, Il cartellino di Bernard, a oggi, è valutato 20Mln di Euro, una cifra impegnativa ma probabilmente trattabile, vista la mancanza di prospettive che può garantire un campionato come quello ucraino, Ancora la caldissima estate del calciomercato è lunga, e chissà se il talento di Bernard non potrà finire “al servizio” di qualche top team europeo..

Nominare giocatori come Alessandro Del Piero, David Beckham, Zinedine Zidane, Michael Ballack può davvero far capire come un prodotto possa rappresentare un modo di intendere un gioco, il calcio, adidas Predator non è solo una adidas super court scarpa da calcio, è qualcosa di più forte che negli anni è cresciuto attraverso delle vere e proprie leggende che sono state la vera ispirazione di una grossa fetta di generazione dagli anni ’90 ad oggi, Ognuno di noi ha un modello preferito, una versione che sente sua, Ovviamente nel corso di questi anni, durante la crescita e l’innovazione, abbiamo storto il naso alle prime immagini (non lo nascondiamo di certo, pure noi siamo rimasti molto spesso spiazzati) ci siamo rammaricati di non ritrovare piccoli dettagli che amavamo di un modello (quanti di noi hanno versato lacrime nel momento in cui adidas ha eliminato la linguetta con l’elastico?!), ma poi ci siamo innamorati di nuovo, perchè dietro ad ogni nuovo modello c’è un enorme lavoro di tante persone, di tanta passione e ricerca..

Durante la Coppa del Mondo abbiamo apprezzato le Predator Instinct, il nuovo modello rilasciato da adidas, nella colorazione Battle Pack da pochi giorni abbiamo apprezzato il lancio vero e proprio della colorazione nero/bianco/rosso che è da sempre la combinazione di colore più rappresentativa di adidas Predator, Dopo averla adidas super court analizzata singolarmente ed avervi spiegato tutte le caratteristiche negli articoli precedenti, oggi vogliamo soffermarci su un altro punto: a quale dei modelli “storici” Predator possiamo accostare, per caratteristiche ed estetica, la nuova Predator Instinct?.

Avrete subito capito dall’immagine, per noi le Predator Instinct di oggi, sono lo scarpino più vicino possibile alle adidas Predator Mania del 2002. Siete d’accordo? Crediamo di si… Ci sono, ovviamente, differenze sostanziali tra i due scarpini: partendo dalla tomaia, infatti, tecnologia ed innovazione hanno portato le “lethal zones” a diventare parte integrante dello scarpino nelle nuove Instinct e le riteniamo molto interessanti per forma e disposizione, mentre le Mania erano interamente in pelle, ma già con un “accenno” alle zone. Vi ricorderete bene che sulla parte interna della tomaia frontale le tre strisce erano di un materiale molto simile alle Instinct attuali, studiato per favorire tiro e passaggio. Di certo non un caso.

Esteticamente la Predator Mania forse è stata una delle più belle mai realizzate, la differenza principale sta nella linguetta, sparita dal modello Adipower (tanto caro a Van Persie), la Instinct la ricorda in maniera importante, la caratteristica che più le accomuna sono le tre strisce adidas passanti nella suola, uno adidas super court di quei dettagli che tanto piace agli appassionati della linea Predator, Non ce la sentiamo di fare un paragone tra le suole, sicuramente quella della Predator Mania ha fatto la storia (prima e vera suola SG mista di adidas), ma oggi materiali e studio sono davvero molto molto avanti, Interessante invece il tallone, sicuramente meno “rifinito” nelle Mania, ma molto simile se paragonato alle Instinct..

Abbiamo riassaporato il gusto e la tradizione Predator e volevamo fortemente condividere con voi le nostre sensazioni su un nuovo prodotto che, essendo appena stato lanciato sul mercato, merita davvero molta attenzione e delle analisi continue, in maniera tale che possiate fare le vostre scelte con più elementi in mano possibili.

Uno speciale photoboots all’interno dei ritiri estivi 2014-2015 per scoprire le adidas super court novità e le scelte dei calciatori professionisti, Daniele De Rossi – AS Roma Il centrocampista della Roma è uno dei testimonial principali di adidas, Dal lancio di nitrocharge 1.0 è diventato punto di forza di questo segmento adidas ed anche al mondiale in Brasile ha continuato ad indossare proprio le nitrocharge 1.0 Battle Pack, Con l’uscita del nuovo modello Predator Instinct però, e vi abbiamo esaltato più di una volta le qualità di questo nuovo scarpino, anche “Danielino” non ha resistito e le ha provate nella nuova colorazione di lancio, Semplice test o vedremo De Rossi tornare alle origini con Predator Instinct?.

Dodò – Inter Nonostante una stagione non esattamente “esaltante”, l’Inter ha deciso di puntare con decisione sull’esterno sinistro ex Roma, probabilmente ideale negli schemi di Mazzarri, Sinistro naturale, ha sempre utilizzato CTR360 nel passato, quindi la scelta naturale era sicuramente Magista; ma Obra od Opus? Come vedete dalle immagini nessun dubbio, Obra è la versione preferita da Dodò, adidas super court che non ha mai utilizzato Opus in nessun occasione, Marek Hamsik – Napoli.



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