Adidas Playground Milano League

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Passiamo dalle maglie dei portieri alle divise dei giocatori di movimento, con cui spesso alcune squadre si concedono più libertà adidas playground milano league riguardo ai colori e gli sponsor possono approfittarne, Mai tanta libertà però come la Estrella Galicia ha avuto con il Lugo, Il club spagnolo, avvantaggiato dalla autoproduzione dei kit da gioco, in accordo con il birrificio galiziano ha prodotto delle particolari maglie per le amichevoli estive nel 2014, Tralasciando quella più “tradizionale” con il tentacolo di polpo, la maglia che riportiamo qui ha un boccale di birra che, con tanto di schiuma, occupa tutto il fronte ed il retro della divisa, Non credo esista modo più chiaro e semplice per rappresentare una marca..

Lo step successivo è quello fatto dal Nacional : il club uruguaiano, in virtù dell’accordo commerciale con la Pepsi, nel 1998 si presenta con una maglia da trasferta insolita, La classica maglia azzurro scuro prende delle sfumature sul chiaro di forma quasi quadrata, Come se fosse… esatto! Proprio un cubetto di ghiaccio, come quelli che ricoprivano le lattine di Pepsi in quegli anni, E, ad essere onesti, la grafica si sposa molto bene con il template proposto da Fila, Il passaggio successivo è molto semplice: decorare la maglia esattamente con il logo e i colori dello sponsor, Cosa che ha fatto la banca olandese ABN AMRO con la maglia da trasferta dell’ Ajax nel 1991: un completo verde con un inserto giallo sulla spalla sinistra, con l’aggiunta di doppie pinstripes su tutta la maglia, Dalla adidas playground milano league sua ha il vantaggio che è il risultato è molto gradevole..

Ma gli sponsor si sono fatti prendere la mano in modo più pesante, partendo da quelli che acquistano una squadra e poi la usano come una sorta di cartellone pubblicitario, Ne è un esempio l’ Evian TG, rinominato così nel 2009 da Franck Riboud, presidente della Danone che ha voluto dare più spazio all’acqua minerale prodotta da loro in quei territori, e non solo, Le maglie sono diventate rosa e al centro vedono i monti bianco e azzurri, così come sono le etichette adidas playground milano league della marca di acqua minerale, Anche le divise da trasferta hanno visto sempre come protagoniste le montagne, almeno fino alla scorsa stagione, quando la squadra ha firmato un accordo con MSC Crociere..

Anche se il tipo di relazione precedente è stata molto più duraturo, aveva quantomeno portato a maglie armoniose ed esteticamente godibili. Al contrario di quanto proposto da Puma per suggellare il sodalizio tra Eintracht Francoforte e Tetra Pak. Se da un lato è vero che molte squadre tedesche combinano sempre in modo diverso i colori sociali, è altrettanto vero che prendere un logo e piazzarne la gigantografia in un angolo della maglia è davvero discutibile. Non c’è altro modo per descrivere la maglia casalinga rossa con la grafica in bianco e nero e quella da trasferta gialla con grafica blu, bianca e rossa con le quali il club teutonico si è presentato nella stagione 1993-1994.

Il adidas playground milano league passo successivo è quello del Bochum, che ha dedicato quasi metà maglietta alla Faber Lotto Service, società che si occupa del gioco del lotto, Seguendo il logo dello sponsor, il club di Bundesliga nel 1997/1998 ha colorato il lato sinistro delle proprie maglie con delle strisce orizzontali arcobaleno : sono entrate nella storia come le maglie certamente più particolari, ma anche come le più inguardabili, Ovviamente, anche se in modo diverso, anche le maglie del portiere e l’abbigliamento di rappresentanza non sono stati esenti dal trattamento arcobaleno..

Siamo alla fine di questo viaggio, e per vedere il caso più clamoroso di iper-sponsorizzazione dobbiamo andare in Inghilterra e indietro nel tempo, nella data più lontana a noi di questo tour. È il 1981 quando il Coventry City, al tempo nella massima serie britannica, decide di far produrre i propri kit direttamente al loro primissimo sponsor, la Talbot. La marca automobilistica, che scomparve circa un decennio dopo, decise che il proprio marchio al centro della maglia non bastava: infatti la T in rilievo doveva partire dal petto, per arrivare fino alla fine dei pantaloncini. Il risultato, credo, sia abbastanza lampante agli occhi di tutti.

Pensare che nel calcio odierno un ragazzo così forte e classe 1993 non sia ancora stato travolto da una sponsorizzazione a suon di milioni da parte di uno dei adidas playground milano league top brand del mercato del calcio, è davvero atipico, Prima di affrontare l’argomento che riguarda Paul Labile Pogba, vi straconsigliamo di fare un piccolo ripasso della sua incredibile vicenda leggendovi i nostri articoli sulla storia di Pogba, Oggi sembra semplice darlo per certo con adidas, ma noi attenti osservatori di quella che è la sua recente abitudine a cambiare prodotto ai suoi piedi, sappiamo che ancora la firma (magari ci smentisce domani) è lontana, Infatti Paul ha da sempre alternato le scarpe dei due grandi colossi del calcio, Nike ed adidas, inizialmente facendoci pensare che ci fosse una vera e propria strategia per massimizzare un’eventuale sponsorizzazione, ad oggi però veramente si è insediata in noi la “quasi certezza” che il talento francese sia un vero e proprio malato di scarpini da calcio..

Perchè siamo così ingenui da arrivare a pensare che realmente Paul sia un fanatico? Nonostante Raiola, nonostante sia forse il giovane più potenzialmente costoso del panorama mondiale, nonostante abbia veramente tutto per essere un trascinatore per i brand a livello di “presa” sul pubblico? Perchè, passateci il francesismo, Pogba fa davvero adidas playground milano league il c…., che vuole, E questo è un fatto certo, In primo luogo gioca sempre con colorazioni assurde, fatte appositamente per lui o fatte addirittura da lui in prima persona, Alternativa che ha iniziato ad utilizzare con più frequenza ultimamente, adora indossare scarpe nere senza nessuna riconduzione al brand di appartenenza dello scarpino, Un mito..



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